Up Design, la bici hi-tech dei creatori delle super car

Post di Redazione del 31 maggio 2012 in NEWS

Ha l’allure dell’America anni 50 ma è figlia dell’eccellenza made in Italy. È opera del giovane car designer Umberto Palermo, alle spalle la concept Up Design Vittoria e nel mirino una visione ibrida di 4,5 metri per fine 2012, ma di ruote ne ha solo due: Bike Up è infatti un’elegante bicicletta a pedalata fissa, c’è anche in versione assistita elettricamente, firmata Up Design. Questo primo prodotto per la serie dell’atelier torinese, seppur in edizione limitata a circa 300 ‘pezzi’, offre una nuova interpretazione sartoriale dei materiali più avanzati.

Telaio e forcella sono in fibra di carbonio con elevate prestazioni meccaniche e l’insieme non supera il chilogrammo di peso. Resistente, plasmabile, duttile, l’innovazione nei materiali tecnologici coniuga resistenza a leggerezza, il tocco in più sono sella e manubrio personalizzabili. Interamente costruita in Italia, ha un forte accento artigianale: i profili sono sagomati senza vincoli geometrici semplicemente ‘trattando’ il carbonio come un tessuto, intrecciando le varie fibre come farebbe il sarto per tagliare un abito su misura. In questo caso, un ‘abito’ che contribuisce a tradurre le forme in performance sportive.

Sono due le varianti di Bike Up, la Fixed (a pedalata fissa) senza freni né cambio vuole essere un’attualizzazione delle bici nate in America nei 50 e utilizzate dai pony express newyorkesi che in sella attraversavano Manhattan per le consegne, Electric Biker Up è invece una declinazione con pedalata assistita. Nasconde la cinematica in eleganti borse, ancora in carbonio, e coglie definitivamente il nuovo “must” che coniuga ecologia e praticità d’suo quotidiano.

Bike Up costerà fra 1.800 e 2.500 euro, e per l’intero ciclo di vita una parte del ricavato verrà devoluto all’organizzazione Operation Smile Italia Onlus, l’organizzazione che con oltre 18.000 interventi chirurgici nel 2011 ha aiutato, e aiuta, i bambini colti da malformazioni e ustioni al viso contribuendo a cambiarne (in meglio) la vita, “un sorriso alla volta”.

 

Fonte: Giulia Benedetta Pedol su motori24.ilsole24ore.com

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