Al Polo Sud in bicicletta, l'impresa di Eric Larsen

Post di Redazione del 27 dicembre 2012 in NEWS
Foto dalla pagina Facebook Polar Explorer Eric Larsen
NEW YORK – Ci sono andati in slitta, sugli sci, a piedi. Finora nessuno ci era arrivato in bicicletta. Eric Larsen, un 43enne del Minnesota, sarà il primo a toccare il Polo Sud dopo aver pedalato per 1200chilometri fra neve e ghiaccio. Larsen ha già percorso oltre 300 chilometri. E marcia spedito a cavallo di una Surly Moonlander costruita appositamente per lui, con pneumatici a gomma piena. Il suo viaggio è cominciato nella Baia Hercules, nel sudovest del continente, il 22 dicembre. Spera di conquistare la meta entro venti giorni. E se il tempo è tranquillo, a quel punto girerà la bici e si farà anche il ritorno pedalando, altrimenti accetterà un passaggio su uno dei bimotori che riforniscono le basi di Palmer e McMurdo.Eric Larsen non è nuovo ad avventure mozzafiato. Nel 2010 portò a compimento la “tripla corona”, cioé arrivo al Polo Nord, poi al Polo Sud e infine scalò l’Everest. Esploratore, guida e educatore, la sua vita è una missione in difesa del pianeta: sponsorizzato da aziende che producono strumenti per gli sport estremi, Larsen va nei posti che stanno pian piano scomparendo o cambiando per effetto del riscaldamento della Terra. «Mi piace la sfida – ha detto recentemente in una intervista -. Ma se una volta mi lanciavo in una avventura solo per dimostrare che era possibile oggi lo faccio perché domani quei posti potrebbero non esistere più».

Questa sfida, la Cycle South, ha anche un altro scopo: dimostrare che con la bicicletta si può fare di tutto. Più si usa la bici, pensa Larsen, meno si usano le automobili. E arrivare al Polo sud a cavallo di una bici può essere la migliore pubblicità per la due ruote che marcia solo con carburante umano.

Certo, in quelle condizioni di carburante ce ne vuole molto: Larsen mangia almeno 6 mila calorie al giorno, e la sua giornata segue un andamento costante: comincia alle nove del mattino, pedala per un’ora, poi si ferma per mangiare una barretta energetica. Dopo 4 ore e mezzo di questo ritmo, si ferma per un’intera ora per scaldare e mangiare con calma una minestra. La sua giornata si chiude alle sei e mezzo, quando monta la piccola tenda e usa il telefono satellitare per aggiornare il suo sito la sua pagina Facebook e il suo account Twitter.

Il tempo gli è stato amico finora. Ma qualche volta il vento e la neve creano condizioni di whiteout (abbagliamento e incapacità di distinguere il percorso), e allora Larsen si affida solo alla bussola, che tiene davanti agli occhi costantemente. Lotta anche contro crepe e fratture del terreno, e contro i sastrugi, le ondulazioni del manto di neve e ghiaccio causate dal vento: ma il percorso che sta seguendo lo conosce già per averlo seguito con gli sci altre due volte.

Larsen ha tempo fino al 27 gennaio: entro quella data deve tornare alla base, per salire sull’ultimo Ilyushin che lascia l’Antartide per le coste del Cile: «Finisce la stagione e io voglio tornare a casa» spiega Larsen. Anche perché, aggiunge, «ad aspettarmi, c’è il nostro bambino, Merrit, di appena due mesi, che ha bisogno del mio amore e di tutte le mie attenzioni».

Fonte: Anna Guaita su http://www.ilmessaggero.it/societa/nolimits/polo_sud_bicicletta_eric_larsen/notizie/240606.shtml

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