Dall’iride alle pompe funebri: la campionessa di ciclismo Regina Schleicher apre un’agenzia

Post di Redazione del 20 dicembre 2013 in NEWS

Oro nel ciclismo nel 2005 a Madrid

Regina Schleicher, oro nel ciclismo nel 2005 a Madrid, apre un’agenzia funebre (foto Umicini)Regina Schleicher, oro nel ciclismo nel 2005 a Madrid, apre un’agenzia funebre (foto Umicini)

Viareggio – L’ULTIMO SALUTO stavolta sarà… in rosa, perché a guidare la nuova impresa di pompe funebri sbocciata a Capezzano — una costola della «Badia» di Camaiore — fra qualche giorno ci sarà una donna. Per la verità c’è già, per le prime pratiche del nuovo lavoro. Una donna speciale: anzi una campionessa che viene dal mondo dello sport, il ciclismo, dove ha lasciato il suo segno indelebile vincendo il titolo mondiale su strada nel 2005 a Madrid. Da «dove vai bellezza in bicicletta» al «ci pensiamo a tutto noi per l’ultimo saluto», sempre con la cordialità che la contraddistingue. Ecco a voi Regina Schleicher, tedesca di nascita e camaiorese per amore. Ora anche per lavoro.

«VOGLIO COMINCIARE a lavorare sul serio» ha detto Regina al marito Gianluigi Barsottelli: così smessi per una parte della giornata i panni della mamma — il piccolo Leon Luis va all’asilo — nei prossimi giorni la campionessa delle due ruote, una delle atlete tedesche più note, con un curriculum di tutto rispetto, si metterà dietro la scrivania, sempre pronta a fornire un supporto anche psicologico a chi si presenterà per ordinare «un funerale come si conviene» al caro parente che non c’è più.

Un compito che la sensibilità femminile — della quale Regine è un’ottima interprete — sarà sicuramente in grado di assolvere al meglio. Ne è convinto il marito, Gianluigi Barsottelli: «Sono sicuro che in certe situazioni, il tatto di una donna sia più indicato: Regina voleva darmi una mano nel lavoro e quando ho deciso di aprire la sede di Capezzano, è stata lei a dirmi ‘ci penso io, credo di essere all’altezza del compito». Un compito che in certi momenti richiede anche quella delicatezza che in una donna è sicuramente più presente.

LA STORIA sportiva di Regina Schleicher si intreccia con quella di Gianluigi Barsottelli, allora direttore sportivo della società lucchese della «Fanini» dove la campionessa tedesca ha disputato alcune stagioni di buon livello: Regina ha continuato a studiare e a vincere. Ha ottenuto il diploma di maestra d’asilo ma la vita e l’amore l’hanno portata a Camaiore, lontano dalla natia Germania: la nascita del figlio ha fatto il resto. Addio al ciclismo professionistico. «Faccio la mamma». Ma ora torna al lavoro.

«MA MIA MOGLIE — conclude Barsottelli — non è il tipo da rimanere tutto il giorno in casa: voleva rendersi utile. Ora con l’apertura della nuova sede, dovrà lavorare di più: non credo che la spaventi. Una nuova concorrente nel settore? No, ci mancherebbe anche quello…».

Fonte: lanazione.it/viareggio/cronaca/2013/12/20/999410-ciclismo-funebre-schleicher.shtml

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