Il sito Bicimap: pedalare in sicurezza

Post di Redazione del 28 giugno 2012 in NEWS
«Il 45% delle strade ha una larghezza sufficiente, quelle critiche sono il 20%»
Traccia i percorsi cittadini con tempi, chilometri e ostacoli

MILANO – Se ne parla in questi giorni: città slow, limite di velocità 30 km all’ora e più spazio alle bici. Tutto questo nella cerchia dei Navigli. Per ora. Ma c’è già chi ha mappato tutta Milano per la gioia dei ciclisti.

Sono quelli dell’Associazione per la cultura e il tempo libero (Actl) e Fiab Ciclobby che ieri hanno presentato il sito www.milanobicimap.it«per diffondere una nuova cultura della bicicletta». Utilizzando come motore di ricerca Open street map, è stato costruito un routing per le bici come avviene per le auto. Scrivendo nella casella di sinistra dell’home-page, sia l’indirizzo di partenza, per esempio via Melchiorre Gioia, che quello d’arrivo, via Solferino.

La risposta del computer è che occorreranno 22 minuti per poco meno di 6 chilometri. E i sensi unici? «Sono segnalati, anche se contiamo di proporre dei suggerimenti dedicati a percorsi, diciamo, più alternativi», dice Valerio Montieri, coordinatore di Milano Bicimap.

«Ma ciò che vorremo sottolineare è la velocità, meno di tre mesi, con la quale è stato realizzato il tutto», aggiunge Marina Verderajme, presidente Actl.

Le due associazioni avevano già collaborato al progetto «Giromilano», del quale Bicimap è l’atto finale. «Tra febbraio e marzo, sono state distribuite ai mappatori volontari più di 9 mila schede per dividere la città in 80 riquadri da 2 km per lato, da compilare secondo parametri di valutazione che andavano dalla classificazione della strada al tipo di pavimentazione, a seconda che fosse pavé, lastricato o attraversato dalle rotaie del tram».

Il cuore del programma sta nello «Spazio per la bici», sorta di margine di sicurezza diviso in tre valori: se inferiore ai 120 cm di larghezza è critico, fino ai 170 buono, oltre si pedala comodi lontani dalle auto.

«Il 45% delle strade mappate ha una larghezza sufficiente, il 35% buona e il 20 critica». Il prossimo passo sarà un’app per smartphone e tablet.

Fonte: Peppe Aquaro su milano.corriere.it

 

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