Ciclisti contro il nuovo Vigorelli, "Non chiamatelo velodromo"

Post di Redazione del 30 maggio 2013 in NEWS

«Possiamo ancora chiamare il Vigorelli, Velodromo?». Se lo chiede Giovanni Pesce, nome noto tra gli amanti delle due ruote, organizzatore del Bicycle Film Festival. Non una polemica, quella di Pesce col Comune (che oggi presenterà il progetto vincitore del concorso per il rifacimento della struttura), quanto un rimpianto. Per Pesce «non si è voluto puntare sul mondo della bici, rinunciando a un brand noto in tutto il mondo a favore di un progetto che trasforma il Vigorelli in un normale palazzetto dello sport».

ll “rebus” pista

Ad alimentare la convinzione che il ciclismo sarà residuale nella struttura, la prevista pista smontabile. «Ha costi insostenibili, aggiunge l’architetto Matteo Poli, che con Pesce aveva presentato un progetto incentrato sulla destinazione dell’impianto alle due ruote, «la pista costa 250 mila euro e ogni montaggio e smontaggio ne costerà altri 30 mila; altrettanti poi andranno per stoccarla. Visto che già sul ciclismo si investe poco, con queste cifre nessuno vorrà investire un soldo». «Inoltre», continua Poli, «sui 10 progetti finalisti, 7 puntavano sulla pista fissa, perché noi progettisti pensavamo che quello dovesse essere il fulcro della ristrutturazione. Solo tre hanno previsto una struttura mobile che oltretutto non potrà essere usata per competizioni internazionali perché non coperta.   Alla fine nascerà una struttura omnicomprensiva che non accontenterà nessuno e di difficile gestione economica».

 

Il Comune risponde

Di tutt’altro parere l’assessore allo sport Bisconti: «La sostenibilità economica dell’impianto è stata ciò che ha guidato la nostra scelta. Inoltre», continua, «con la pista mobile riporteremo il ciclismo lì dove da 10 anni non pedala più nessuno. E poi, per le gare internazionali sono previste le deroghe. Quindi sì, chiamiamolo velodromo. Infine, col concessionario stabiliremo un numero minimo di giorni all’anno da dedicare alle due ruote». E sui costi è categorica: «Non so dove abbiano tirato fuori quei numeri, ma non sono neanche vicini alla realtà».

 

Fonte: Andrea Sparaciari su http://www.metronews.it/master.php?pagina=notizia.php&id_notizia=14037

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