Il Benjamin Button della bici

Post di Redazione del 27 gennaio 2014 in NEWS

Da giovane è stato uno sportivo come tanti, ma a 71 anni è diventato campione iridato: il curioso caso di Roberto Righini

ROSIGNANO. Il successo non ha età. Persino nello sport, dove non è mai tardi per diventare campioni. E se siete abulici e indolenti, e con l’avanzare degli anni vi siete comodamente rassegnati a una vita sedentaria davanti alla tv, questa storia fa al caso vostro. Il protagonista si chiama Roberto Righini, abita a Rosignano Solvay, è nato nel 1942 a Livorno (quartiere San Jacopo) e da poco è diventato campione del mondo nella crono di ciclismo su strada. A regalargli il titolo iridato sono stati i 20 chilometri di volata, da Comacchio ad Anita D’Argenta, in provincia di Rovigo, percorsi in coppia con il fidatissimo compagno Leonardo Fagnoli. Tempo impiegato: 23 minuti e 40 secondi. «Un vecchietto mondiale», scherza qualcuno in paese, dove Righini è comunque conosciuto e apprezzato per i risultati ottenuti. Ma c’è poco da ridere: persone di 20-30 più giovani rischierebbero un’autentica figuraccia se messe a confronto sulle due ruote con il fulmine Righini.

La rivincita della terza età. «Ho sempre fatto sport, ma solo a livello amatoriale – racconta Roberto – Da ragazzo giocavo a pallone, poi passai al tennis dove ho vinto qualche torneo locale. Ma niente di clamoroso. La bicicletta, invece, l’ho scoperta tardi, ben oltre i 50 anni. Fu un caso: mi ero infortunato sugli sci e il medico mi consigliò di fare un po’ di ciclismo per rafforzare la muscolatura della gamba». Montato sul sellino, Righini non ne è più sceso: «L’agonismo è sempre stato il motore delle mie azioni – spiega – E anche quando sono salito in bicicletta non è venuto meno. Così, nonostante il ritardo con cui ero arrivato a questo sport, decisi subito di iscrivermi alle competizioni: circuiti, gran fondo (130-140 km), cronoscalate e ora la cronometro. Ho iniziato dall’ultima categoria: quella riservata agli over 56 e da lì sono andato avanti, arrivando primo in parecchie gare. Per fortuna hanno inserito anche la categoria per gli over 70, così posso continuare a vincere per un altro po’», scherza.

riL’effetto “Benjamin Button”. In effetti, il caso di Righini è curioso tanto quanto quello del protagonista del film di David Fincher. In sella alla sua bici il pensionato che per 46 anni ha lavorato come biologo in Solvay, ha recuperato il tempo perduto e in età avanzata si è tolto quelle soddisfazioni sportive che neppure la gioventù era riuscita a regalargli. «Sto scoprendo l’Italia e l’Europa per partecipare alle gare – racconta – Quasi ogni fine settimana sono in giro: sono andato ai mondiali in Germania, in Austria e in diverse parti d’Italia: dalla Sardegna alle Dolomiti. Mi sono confrontato con tedeschi, olandesi, jugoslavi e con i fortissimi svizzeri. È una bella esperienza difendere il tricolore. Certo, a questa età non siamo moltissimi e la concorrenza a livello quantitativo si abbassa drasticamente. Ma di sicuro è più difficile mantenersi in forma rispetto a quando si hanno 20-30 anni».

Da nonno ad atleta. Ovviamente non è stato facile far digerire a moglie, figli e nipoti l’iperattivismo di nonno Roberto: «All’inizio brontolavano perché spesso ero fuori per gare e allenamenti – spiega – Ma ormai mi capiscono. Sanno che per me lo sport è sempre stata una ragione di vita e oggi lo è ancor di più». E non potrebbe essere altrimenti visto che per mantenersi competitivo Righini si allena tutti giorni, alternando il potenziamento in palestra con le sedute in bicicletta (100 chilometri alla volta). E anche la salute ne trae vantaggio: «Il medico dice che sono in piena forma – scherza l’iridato – Ogni anno faccio una visita sotto sforzo per vedere se è tutto a posto e finora non ci sono stati problemi». L’idea, dunque, che lo sport sia affare per giovani è (questa sì) diventata vecchia. E Righini invita i “vinti dall’età” a uscire dal letargo: «Cosa direi ai miei coetanei seduti davanti alle tv? Che gli acciacchi si superano. Per cui alzatevi e datevi da fare: non è mai tardi per togliersi delle soddisfazioni».

Fonte: Gianni Parrini su iltirreno.gelocal.it/livorno/sport/2014/01/25/news/il-benjamin-button-della-bici-1.8537309

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *